La Ricerca Continua!

Cari Amici,

 

C’è qualcosa che non va.

Solo nell’ultima settimana, pur non essendo oncologi, abbiamo visto ben quattro pazienti ammalati di colangiocarcinoma. Un tumore molto raro, che ora bhè, forse così raro non lo è più. La spiegazione più plausibile è che forse la componente ambientale sia in qualche modo mutata, diventando estremamente più rilevante ed incisiva.

La nostra ricerca indipendente va dunque avanti, lentamente certo, ma inesorabilmente.

Lunedì, a San Mauro Cilento, abbiamo completato il campionamento del primo gruppo, e cioè i longevi che vivono in comunità protette, ambiente salubre, vita sana etc.

Adesso ci dedicheremo allo studio dei “nostri” longevi, di caserta, di acerra, di giugliano, sant’antimo, melito, aversa. Che vivono nella Terra Con il Fuoco Dentro.

Come hanno fatto a vivere cent’anni nella Terra di “Mordor”? Ebbene, speriamo di scoprirlo, e dunque di applicare le stesse strategie di adattamento metabolico-ambientale. In pratica: cercheremo di copiare, come agli esami.bty

Un ringraziamento al Sindaco di san Mauro e al suo Staff, e tutti gli amici “diversamente giovani” che ci hanno dato una mano. Che possiate vivere cent’anni! ehm no, lo avete già fatto… centodieci! 😀

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Cari Amici,

Sono passati due anni dal nostro ultimo lavoro sulla Terra dei Fuochi.
La ricerca è proseguita, lentamente, in sordina e con difficoltà, limitati dal dover proseguire con le nostre poche forze, senza alcun tipo di aiuto esterno, seppur non economico, neanche morale. Non sono mancati invece i nemici, le ostilità e le avversità.

Ciò nonostante, non siamo rimasti con le mani in mano. Ed è dunque con grande emozione che annuncio (finalmente) la costituzione di un istituto di ricerca: la Fondazione “DD Clinic Research Institute ONLUS”.

La Fondazione proseguirà in maniera indipendente sul percorso che abbiamo intrapreso ormai dieci anni orsono, e cioè la ricerca di base e la divulgazione scientifica sul rapporto che intercorre tra Alimentazione, danno ambientale, Cancro e Malattie Neurodegenerative, con una rete di ambulatori di Nutrizione presenti in tutte le regioni italiane.

Siete dunque tutti invitati il 30 settembre qui a Caserta, presso il Real Sito di San Leucio, al primo convegno nazionale della Fondazione sulla “Reversibilità del Cancro”. Per gli amici lontani no problem, ovviamente registreremo tutto, se non riusciremo a rendere l’evento in diretta web.
La partecipazione è gratuita.

Ringrazio formalmente il prof. Giulio Tarro che ci ha fatto l’immenso onore di accettare la presidenza onoraria dell’Ente, e voi tutti, amici e colleghi, che mi (ci) seguite.

Restateci ancora vicino.

 

http://www.ddclinicfoundation.it/news/primo-evento-della-fondazione-il-nuovo-paradigma-della-reversibilita-del-cancro/

Micoterapia Oncologica

Venerdì 13 maggio a Bagnoli, presso l'”Accademia Mediterranea”, ore 18:00 circa, avremo l’onore di ospitare in Italia un gruppo di ricercatori giapponesi esperti in Micoterapia Oncologica. La terapia con i funghi, da millenni cardine della medicina tradizionale giapponese, sinergicamente combinata con le attuali conoscenze di biologia molecolare avanzata, sta dando risultati davvero interessanti.
Nell’occasione presenteremo i nostri dati preliminari sull’interazione del reishi e il sistema immunitario.

L’evento durerà al massimo un paio d’ore, e come sempre sarà gratuito e aperto a chiunque. Credo che avremo tutti, me compreso, molto da imparare.

Pane e pasta.

Salve, benvenuti al nostro consueto appuntamento con la controinformazione.

Stamattina, dopo il caffè, trovo in prima pagina sul Fatto Quotidiano un bellissimo articolo sul grano (prof. Ritieni, università Federico II) sintesi di alcuni studi che concludono in pratica che la pasta, il pane e i loro merendinosi derivati, fanno venire la celiachia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/20/pasta-fatta-con-grano-di-importazione-e-intolleranze-alimentari-relazione-indiretta-tra-micotossine-e-celiachia/2522383/

In verità l’abbiamo detto e pubblicato prima noi già qualche anno fa (qui e qui, per chi è curioso http://www.wcrj.net/article/214   https://sologranoitaliano.wordpress.com/category/micotossine/ ) motivo per cui, ovviamente, ci hanno messo in croce. Ricordo per esempio una discussione solo di qualche mese fa, con una giornalista di una grande testata che voleva denunciare/querelare/investire con l’auto.

La questione è questa, ve la spiego in poche frasi. Produrre grano costa. E molto. Per risparmiare, ce lo compriamo dall’estero (per mescolarlo al nostro mediterraneo). Da dove lo acquistiamo? Principalmente dai paesi freddi e umidi, tipo Canada. Perché? Perché lì la legge sui livelli di contaminanti è molto, molto restrittiva, quindi un sacco di grano che non rispetta i limiti, lo devono buttare. La nostra legge invece, dice che è tutto ok.

Quindi: il grano canadese che in canada non va bene NEANCHE PER I MAIALI, va benissimo per noi, e i NOSTRI BAMBINI.

Ma di cosa si contamina sto grano? Principalmente di “micotossine” (robaccia fatta dai funghi) e da una in particolare, il cosiddetto DON (deossinivalenolo, o VOMITOTOSSINA), che nello stoccaggio del grano nei silos e nel trasporto, a causa clima freddo e umido, viene praticamente invitato a nozze.

Cosa fa il DON? Nell’animale un sacco di cose brutte. Nell’uomo è classificato come cancerogeno CLASSE 3 (che in sostanza vuol dire: per ora non si sa con certezza se faccia venire il cancro o no, fate un po’ come vi pare), ma viene fuori che può alterare la barriera intestinale (permeabilità), e interagire col SISTEMA IMMUNITARIO. Questa cosa, si chiama DISTRAZIONE IMMUNOLOGICA. Il sistema immune perde di efficacia.

Gli studi del professore, parlano di una relazione con la celiachia, e la cosiddetta “gluten sensitivity” (intolleranza al glutine-non celiachia), io vi dico che non è solo così.

Abbiamo infatti un sacco di lavori pubblicati che correlano queste non “ben specificate sensibilità al glutine”, con le LEUCEMIE, i LINFOMI e i GLIOBLASTOMI, che guarda guarda! Sono le malattie neoplastiche di cui prevalentemente si ammalano i BAMBINI.

E questo ve lo dico (come sempre accade) tre o quattro anni PRIMA che diventi di pubblico dominio.

Soluzione? Mangiatevi il grano antico. Mangiatevi il farro, il grano saraceno. Prodotti di nicchia, cui le multinazionali non mettono mano, perché non ci guadagnano nulla.

Per cortesia, qualche grande “nutrizionista” o “professore”, che vada a dirlo in televisione, invece delle solite cazzate sulla dieta mediterranea.

Buona domenica dell’olio di palma a tutti.

 

L’unione fa lo sport

Mi rivolgo al Presidente del CONI Giovanni Malagò. E allo sportivo in tutte le sue accezioni.

E’ notizia certa di questi ultimi giorni la collaborazione della nota (o meno nota) azienda Herbalife con la suddetta associazione sportiva.

Da come si legge, “un’intesa estremamente importante, che ha inizio a pochi mesi dai Giochi Olimpici di Rio e che proseguirà anche durante le Olimpiadi Invernali del 2018 a Pyeongchang. Un lungo cammino in cui Herbalife24 sosterrà la Squadra Olimpica italiana e tutti gli atleti che ne fanno parte attraverso la fornitura degli integratori sportivi: Formula 1 Pro, Prolong, Restore, Rebuild Strenght e Rebuild Endurance, sul cui packaging sarà apposto il marchio “CONI – Istituto di Medicina e Scienza dello Sport”.
L’accordo prevede la fornitura dei prodotti sopracitati ai componenti della squadra olimpica italiana e a tutti gli appartenenti al Club Olimpico, in collaborazione con lo staff medico dell’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport e con lo staff tecnico per la Preparazione Olimpica.”

Da anni ormai, la multinazionale americana, attraverso una struttura piramidale e a “porta a porta”, commercializza una serie di prodotti che, sebbene di indubbia qualità chimico-biologica, sono forieri di un messaggio fortemente negativo: se vuoi dimagrire, se vuoi stare bene, (se vuoi vincere una gara, a questo punto), devi comprare un prodotto, una polvere, un integratore, sostituendo il cibo (che presenta già tutte le sue note problematiche), con un qualcosa di ulteriormente industriale, raffinato, preparato, colorato, conservato, addizionato.

Ora, i soldi sono importanti lo riconosco. Finanziano la ricerca e altre cose. Probabilmente se anche a me offrissero dieci milioni di euro per dire tutto e il contrario di tutto forse lo farei. O magari no, chi lo sa, non si può giudicare.

Ma come è possibile che NESSUNO dell’organigramma del CONI, dall’usciere al presidente, NESSUNO dell’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport, NESSUNO dello staff tecnico per la preparazione Olimpica, NESSUNO fra gli atleti professionisti e famosi, abbia avuto da ridire su quello che è a tutti gli effetti un assurdo ideologico, teologico e morale? Insomma, c’è qualcuno da quelle parti che capisca, (o almeno abbia i rudimenti), di corretta alimentazione e di integrazione sportiva?

Aò, speriamo almeno che i nostri atleti olimpici facciano meglio. Altrimenti c’è sempre la redbull.

L’amore è un’altra cosa

Questo lavoro del 2014 pubblicato su Nature Genetics, riassume quello che più o meno gli addetti ai lavori sapevano ormai da tempo, e cioè che l’imprinting genomico, cioè il pacchetto di geni trasferiti dalla madre e dal padre, viene condizionato dall’ambiente esterno, dal momento del concepimento fino ai due-tre anni di vita, per poi condizionare totalmente la vita adulta.

Questo meccanismo tramite il quale anche se si ha geni buoni ci si può ammalare, viceversa se si posseggono geni malati si può essere sani, prende il nome di Epigenetica.

Lavori meno recenti hanno già dimostrato che se insegniamo alle scimmie gravide a compiere compiti semplici, come azionare dei meccanismi o impilare dei cubi, i piccoli alla nascita, sono già in grado di farlo, senza alcun tipo di addestramento, “l’hanno già imparato”.
In pratica, qualunque cosa la madre possa fare (o non fare) in gravidanza, si trasferisce universalmente al feto, attraverso la memoria genetica. Mi duole ammetterlo, ma la madre è più importante del padre. Togli la madre, hai tolto praticamente tutto.

I lavori parlano oggi dunque di “responsabilità” genitoriale che, scevra di alcun contenuto morale, risulta in una serie di specifiche indicazioni e comportamenti che entrambi i genitori, uomo e donna, dovrebbero applicare, dal concepimento alla prima infanzia, per consentire un adeguato supporto epigenetico alla tipologia di geni trasmessi al nascituro. Perchè, in questa delicatissima fase di imprinting, anche cambiamenti infinitesimali possono causare gravi patologie nell’età adulta. Ci giochiamo tutto lì, insomma.

Anche una madre che “affitta” il proprio utero, nonostante l’ovulo non sia il suo, partecipa all’imprinting. Non è dunque solo un “contenitore” o una “vasca di sviluppo”, ma contribuisce attivamente al processo di impianto genomico. L’imprinting dunque, che dal tardo neolitico, forse ormai 150.000 anni risulta duplice e duale, potrebbe oggi ex abrupto, diventare triplo.

Nessuno conosce o può arrogarsi il diritto di conoscere quali conseguenze ciò comporterà, tuttavia da scienziati, con umiltà ma con rigore scientifico, dobbiamo porci queste domande. L’esperienza ci insegna in ogni caso, che quando l’uomo ha giocato con i geni, siano essi piante, animali o uomini, si è (non sempre ma quasi), giunti al disastro.

Concludo, senza entrare nel merito della questione di cui oggi si dibatte tanto, che l’avere un figlio non è nè un diritto nè un dovere. Analizzando la questione senza alcuna remora morale, etica o religiosa che sia, esso rappresenta una semplice necessità genetica che l’evoluzione ha codificato dentro ogni organismo vivente, come l’istinto di sfamarsi, di autoconservarsi e di proteggere la prole, ce l’hanno anche i batteri: si chiama prosecuzione della specie.

Che dovrebbe, per quanto possibile, essere perseguita secondo le leggi semplici, bellissime e non casuali, che madre natura e padre genoma hanno progettato insieme in circa un milione di anni.

L’amore, è un’altra cosa.

http://www.nature.com/nrg/journal/v15/n8/full/nrg3766.html

 

ISS o ISIS?

Houston, abbiamo un problema.

Ma era ovvio no? Le statistiche ufficiali dicevano di no. Fatte da gente miope. Che non vede (o non vuol vedere) l’aumento esponenziale delle esenzioni per neoplasia, che non tiene conto del fatto che la stragrande maggioranza dei campani va a curarsi fuori.
Il dato devastante riguarda il cancro al cervello nei bambini. Si commenta da solo.

Lo dicevamo noi, eravamo terroristi. Adesso lo dice l’Istituto Superiore di Sanità, aò magari è vero. A meno che qualcuno dei soliti cominci a chiamarlo non più ISS, ma ISIS, quindi terrorista pure lui.

 

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2016/01/11/iss-nella-terra-dei-fuochi-piu-morti-e-tumori_bfccc419-27c3-4f8a-a30c-cd51977252a4.html