L’unione fa lo sport

Mi rivolgo al Presidente del CONI Giovanni Malagò. E allo sportivo in tutte le sue accezioni.

E’ notizia certa di questi ultimi giorni la collaborazione della nota (o meno nota) azienda Herbalife con la suddetta associazione sportiva.

Da come si legge, “un’intesa estremamente importante, che ha inizio a pochi mesi dai Giochi Olimpici di Rio e che proseguirà anche durante le Olimpiadi Invernali del 2018 a Pyeongchang. Un lungo cammino in cui Herbalife24 sosterrà la Squadra Olimpica italiana e tutti gli atleti che ne fanno parte attraverso la fornitura degli integratori sportivi: Formula 1 Pro, Prolong, Restore, Rebuild Strenght e Rebuild Endurance, sul cui packaging sarà apposto il marchio “CONI – Istituto di Medicina e Scienza dello Sport”.
L’accordo prevede la fornitura dei prodotti sopracitati ai componenti della squadra olimpica italiana e a tutti gli appartenenti al Club Olimpico, in collaborazione con lo staff medico dell’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport e con lo staff tecnico per la Preparazione Olimpica.”

Da anni ormai, la multinazionale americana, attraverso una struttura piramidale e a “porta a porta”, commercializza una serie di prodotti che, sebbene di indubbia qualità chimico-biologica, sono forieri di un messaggio fortemente negativo: se vuoi dimagrire, se vuoi stare bene, (se vuoi vincere una gara, a questo punto), devi comprare un prodotto, una polvere, un integratore, sostituendo il cibo (che presenta già tutte le sue note problematiche), con un qualcosa di ulteriormente industriale, raffinato, preparato, colorato, conservato, addizionato.

Ora, i soldi sono importanti lo riconosco. Finanziano la ricerca e altre cose. Probabilmente se anche a me offrissero dieci milioni di euro per dire tutto e il contrario di tutto forse lo farei. O magari no, chi lo sa, non si può giudicare.

Ma come è possibile che NESSUNO dell’organigramma del CONI, dall’usciere al presidente, NESSUNO dell’Istituto di Medicina e Scienze dello Sport, NESSUNO dello staff tecnico per la preparazione Olimpica, NESSUNO fra gli atleti professionisti e famosi, abbia avuto da ridire su quello che è a tutti gli effetti un assurdo ideologico, teologico e morale? Insomma, c’è qualcuno da quelle parti che capisca, (o almeno abbia i rudimenti), di corretta alimentazione e di integrazione sportiva?

Aò, speriamo almeno che i nostri atleti olimpici facciano meglio. Altrimenti c’è sempre la redbull.

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