La favoletta della “Soia e i Capretti”

Questa mattina il capo mi ha mandato a Nettuno, un bellissimo convegno di pediatri.

Circa 500 km in totale ma, come da un pò di tempo a questa parte mi sono avviato sulle due ruote: freddo, pioggia, vento, non me ne frega niente (infatti ho una timpanite alta -.- e mi sono anche perso due volte).

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Vale la pena raccontare anche a voi quello che ho detto a loro (tra le altre cose), e cioè la favoletta della “soia e i capretti”.

Soia si o soia no? Non si sa. Il discorso sui fitoestrogeni è troppo complesso, se ne può dire bene o male. Non tutti però conoscono il lavoro fatto dal prof. Mastellone insieme ad ARTOI qualche tempo fa. Ebbene un bel giorno, un gruppo di veterinari ed agronomi, si decide a studiare la soia, e monitorarne l’effetto sugli animali.

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Primo problema: non riuscivano a trovare una soia che non fosse GM (geneticamente modificata), e non da consumatori finali, ma da “allevatori”, quindi risalendo fino all’origine della materia prima. In pratica i nuovi pollini provenienti da coltivazioni GM (che viaggiano attraverso il vento), si sono diffusi un pò ovunque, contaminando qui e là. Dunque, anche se si trova scritto “non OGM” sulle confezioni, molto probabilmente non è così, o comunque non è dato saperlo, neanche per chi la vende.

Okay, non è necessariamente un male, vediamo che succede. Dopo essere riusciti ad isolare il gene transgenico della soia (forse i primi in italia), gli amici hanno dato da mangiare questa benedetta soia alle capre. Risultato: il gene (VEGETALE) si è trasferito nel genoma (ANIMALE) delle capre.

Okay, si sono detti, non ne sappiamo molto, magari neanche questo è un male, lasciamo che queste capre allattino i loro capretti. Risultato: il gene si è trasferito dalla mamma capra al capretto figlio. Ma questi capretti avevano dei problemi, oh no! non stavano bene e, una volta morti, mostravano una serie di alterazioni epatiche, col fegato rovinato fin quasi a scoppiare.

Okay, questo è male. Punto. Per i non addetti ai lavori, la morale di questa favola è la seguente: dopo una SOLA generazione, un gene si è trasferito da un organismo ad un altro, in un posto dove non doveva essere, facendo un macello assurdo.

Quindi, che voi siate vegani, carnivori, paleo o curdi, non mangiate soia… chennesò, mangiatevi i lupini.

O quantomeno non datela ai vostri figli.

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Il mio intervento integrale a Open Space

Riporto qui il contenuto integrale del mio intervento di domenica ad Open Space, purtroppo tagliato per esigenze televisive 😉

Dal nostro ultimo lavoro sui metalli, andato in onda a Marzo sulle Iene, dove abbiamo dimostrato, in via preliminare, che disintossicarsi “SI PUO'”, sono successe un pò di cose, belle e meno belle. Quella meno bella di tutte: nessuno ci ha dato una lira. Ovviamente. Passato il clamore iniziale (e soprattutto le elezioni -.-) siamo stati lasciati soli, ma lo sapevamo, ci siamo abituati. Come se non bastasse, in Italia se non sei una università o un ospedale non puoi raccogliere soldi per fare ricerca scientica, o meglio, li puoi anche raccogliere, ma dopo li devi regalare a qualcuno. Sticazzi. Quindi anche da quei pochi che avrebbero voluto fare una piccola donazione, non abbiamo potuto accettare nulla.

La buona notizia: non ce ne frega niente, e andiamo avanti. La ricerca prosegue, con le nostre piccole forze, (e anche con il supporto di tutti quelli che ci vogliono bene; GRAZIE) . Presto avremo sicuramente una fondazione o qualcosa di simile, che ci permetterà di muoverci con meno difficoltà.

In studio domenica sera si è parlato di cibo, avete visto un sacco di cose, estreme o meno. Checchè se ne dica in giro, la scienza tutta si orienta sempre più verso un’alimentazione a basso contenuto di proteine animali, ma non ci vuole molto a capirlo, basta copiare il modo di alimentarsi degli ultracentenari: mangiano poco, di “tutto un pò”, ma prevalentemente pesce e vegetali. Questa cosa ha un nome, si chiama POSITIVE BIOLOGY, Biologia Positiva: cioè studiamo i sani, non i malati, cerchiamo di capire perchè non muoiono, e… copiamo.

Questo abbiamo fatto noi. La fortuna del nostro gruppo è quello di avere un capo, il dott. Andrea Del Buono che, da specialista in medicina del lavoro, ed esperto di tossicologia industriale, si occupa di territorio; da medico immunologo invece sta a contatto con la gente. E così il cerchio si chiude.

Essenzialmente lo scopo della nostra ricerca è rispondere a due domande fondamentali: come mai il tonno o lo squalo pur essendo pieni zeppi di mercurio sono quasi immuni al cancro, e come mai la pianta che cresce sul cumulo di rifiuti tossici non muore.

Poi vogliamo essere vegani, fruttariani, paleo e quant’altro, è irrilevante: la sfida è emulare questi due sistemi tramite gli alimenti. Tutto il resto è filosofia.

Open Space

Curare il cancro si può.

Curare il cancro si può.

La Cura è capire che non esiste “UNA” cura. Non esiste “UN” metodo, non esiste “UNA” terapia.
Esiste il meraviglioso ed implacabile spirito della conoscenza e curiosità umana, che diventa invincibile quando si sposa all’amore per il prossimo. E perchè no, alla benedizione dell’Onnipotente.

Questa mattina si è conclusa qui a Salerno in fondazione UNISA, la prima giornata del nostro evento sulle Malattie Impossibili, dove la dottoressa Margherita Luongo ha presentato i dati preliminari su una piccola sperimentazione alla quale, insieme al dott. Del Buono, stiamo partecipando.

L’obiettivo è il D.A.R.: DISTRUGGERE il metabolismo della cellula tumorale, ANNULLARE gli effetti collaterali della chemioterapia e RIPRISTINARE la fisiologica sorveglianza del sistema immunitario, tramite l’inversione del sistema tampone peritumorale e dell’equilibrio dei gas ossidativi. Stiamo realizzando ciò attraverso la Manipolazione Nutrizionale, la somministrazione nutraceutica e l’insufflazione ozonoterapica.

Ci sono numeri da interpretare, incredibili foto da commentare, diagnosi da discutere. Ma non faremo nulla di tutto ciò, o almeno non ora. Lasceremo invece parlare il Signor Raffaele, che ha commosso un pò tutti, con la sua semplicità, la sua forza, o più che altro, semplice voglia di vivere.

La ricetta dell’Immortalità: La Positive Biology

Il bellissimo servizio di Nadia e Marco andato in onda sulle Iene ieri sera, ha un nome ed una storia.

L’isola di Okinawa, in auge in occidente negli anni novanta grazie a Karate Kid (eh si, il mitico Maestro Miagy – togli la cera metti la cera danielsan – veniva proprio da lì :D), è poi gradualmente finita nel dimenticatoio. Ebbene, la sua straodirnarietà non risiede tanto nella longevità dei suoi abitanti, ma nel fatto che questi riescano a zappare la terra ed andare a pesca fino a 97 anni, e che sul tavolo autoptico, dopo aver Sforato il Secolo, non si riesce a capire di cosa siano morti.

Si sono semplicemente spenti. Gli anatomopatologi lì sono tutti a spasso.

Quando tempo fa ci siamo conosciuti, con i ragazzi delle iene, portammo come esempio, a riprova del nostro lavoro sull’alimentazione, proprio questa sperduta isoletta, invitandoli a recarvisi di persona per verificare. E così hanno fatto 🙂

E bhè, quello che avete visto stanotte in TV ha anche un nome: “Positive Biology”, Biologia Positiva il cui concetto si può sintetizzare più o meno così: “Che ne pensate di andare a studiare i sani e non i malati, per vedere come mai non muoiono?”

Dopodichè è semplice. Copiamo quello che fanno. Perchè io a 98 anni voglio ancora andare in giro in motocicletta.

Positive Biology

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-come-vivere-fino-a-105-anni_567588.html

Le Malattie IM – possibili

Il 24 ottobre e 21 Novembre, si terrà il nostro evento annuale presso la Fondazione UNISA (Università di Salerno), dove facciamo il punto in tema di alimentazione e medicina integrata nel cancro, ma soprattutto nelle cosiddette “Malattie Impossibili”.
Degno di nota saranno i dati preliminari presentati dal Prof. (e dalla Prof.) Luongo ottenuti utilizzando l’ozono nella patologia oncologica. Direi che sono strabilianti 🙂

I due incontri prevedono il rilascio di 15 crediti ECM per un costo suppergiù di 80 euro, che diventano la metà per chi non ne avesse bisogno.

Tutte le info, moduli etc. le trovate qui http://www.phoenixformazione.it/

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Caffè al Ginseng, che figata.

Come forse qualcuno sa, ogni tanto di venerdì mi concedo una colazione al bar. Questa mattina, una giovane donna chiede del caffè al ginseng. Sentendosi rispondere che non ne avevano, è andata via. Beh, la cosa mi ha incuriosito. Sono andato a cercare un pò qui e un pò la per averne qualche notizia in più… aò il ginseng si sa, oltre che un nome figo e squisitamente esotico, è una bomba di energia! Insomma seguendo la catena alimentare arrivo fino al produttore/grossista e trovo il prodotto base che si trova in praticamente TUTTI i bar et similia, e bhè, eccolo qua:

ginseng8% caffè (estratto? di? caffè?) 1% ESTRATTO di ginseng, 91% robaccia cancerogena o sospetta cancerogena. Però cavolo, è SENZA GLUTINE! lo comprerò.

Buon rientro!

Bon, vacanze finite (per chi le ha fatte)! Ma non siamo stati con le mani in mano, infatti (oltre i preparativi per un imminente matrimonio) abbiamo pubblicato questo:

http://www.wcrj.net/article/518

Cos’è la Manipolazione Nutrizionale? Semplice: utilizzare gli alimenti (e i nutraceutici) per influenzare: i livelli di androgeni, i fattori di crescita, il metabolismo acido base e la tolleranza immunologica. Ci sono un sacco di spunti che ognuno potrà poi se vuole, approfondire. Buona lettura!man nutr