Il vantaggio di essere un nano

Gli ebrei ashkenaziti sono i discendenti delle comunità ebraiche medievali della valle del Reno, scappati dalla spagna nella seconda guerra mondiale e stabilitisi in Ecuador. Unitisi tra loro in matrimonio per generazioni, hanno sviluppano una serie unica di mutazioni genetiche, tra cui una forma peculiare di nanismo, detta malattia di Laron. Questa differisce dal nanismo ipofisario perchè qui non manca il GH, ma sono praticamente assenti le somatomedine, gli IGF1, in pratica i fattori di crescita.

Ebbene, questi signori, tra le altre cose, risultano “immuni” al cancro.
Immuni, immuni, IMMUNI.

Sono diventati come il Charcarodon carcharias, lo squalo bianco, fossile vivente di un’era ancestrale, senza nemici naturali. Anche il cancro lo teme.
Non chiediamoci più perchè quindi dobbiamo mangiare in un certo modo: il pattern ormonale di questi soggetti può essere riprodotto, o quantomeno imitato.
Sicuramente vale la pena provarci. Ne abbiamo l’obbligo.

Ho discusso con un oncologo giovedì scorso, il quale, in riferimento ad una paziente cito testualmente :”collega, non va bene sta cosa della carne, nu poc’ e “sustanz” ce vò.”

A Napoli “a sustanz” è un termine aspecifico che indica varie cose, come materia, energia, ma anche forza e salute. Ebbene l’unica “sostanza” che tutti noi dovremmo avere, è forse quella di cui in assoluto risultiamo essere più carenti.

Quella cerebrale.ebrei

Il DNA non è il tuo destino

Il progetto GENOMA avrebbe dovuto essere la singolarità genetica che tutti aspettavamo, ma invece ci ha rivelato che, come sempre, conosciamo ben poco.
Più geni non vogliono necessariamente intendere più intelligenza, più evoluzione, più fitness: l’Homo sapiens non ha poi tutti questi geni in più del semplice moscerino della frutta.

Ci deve essere qualcosa in più, perchè il DNA non è il nostro destino, niente è scritto, o almeno è scritto solo in parte, le parole sono a metà, sta a noi comporre il resto delle frasi.
Tutto questo è l’Epigenetica. Anche se un gene è presente, può non esprimersi. Un gene malato, può essere silenziato.
E il mosaico comincia a comporsi in gravidanza. Tutto quello che voi fate, sentite, imparate, mangiate, mentre portate dentro un embrione, incide, modifica…
timecambia.

Cuccioli di scimmia, alle cui madri gravide erano stati insegnati dei giochi e compiti da svolgere, sapevano già eseguirli alla nascita, perfettamente, grazie ad una sorta di memoria genetica.

L’Alimentazione dunque e i processi psicologici (stato mentale) della futura mamma durante il periodo della gravidanza, sono fattori determinanti nel controllo delle influenze che l’ambiente ha sui geni. Modulando tali fattori è possibile ottenere uno sviluppo del feto esente da future malattie quando diventerà adulto.

La ricerca in biologia evoluzionistica e biologia dello sviluppo, supporta questa ipotesi e suggerisce che i processi ambientali che influenzano la propensione alla malattia in età adulta, sono già decisivi durante le fasi periconcezionali, fetali, e neonatali.
La vita evolutiva infatti è un periodo vulnerabile, durante il quale fattori ambientali avversi hanno il potenziale di disturbare i processi di proliferazione e differenziazione cellulare o di modificare i modelli di ricombinazione epigenetica.

Quindi mie care mamme venture: mangiate bene, respirate bene, sentite bene.
Ma soprattutto, sorridete. Perchè si, la felicità è un perfetto meccanico genetico.

Il Vecchio Prof

Ho trovato Franco Berrino molto stanco ed invecchiato.berrino

La sua mente però resta per fortuna sempre di unalucidità einsteniana.
Qui i bellissimi spot della chiacchierata che ho avuto con lui.

Sulla Paleodieta: “Va benissimo, in quanto non ci sono prodotti raffinati, ma dici a quelli che la seguono che possono mangiare tutta la carne che vogliono a patto che la caccino con arco e frecce”

Sul veganesimo: “Ineccepibile da un punto di vista etico. Ma io non ho mai capito che problemi ha un vegano a mangiarsi un uovo fatto da una bella gallina felice. Che magari cresce nel cortile di casa sua, fino a morte naturale”

Sullo svezzamento: “Perchè svezziamo i bambini con la carne, se maledizione non hanno i denti per mangiarla? madre natura non è imbecille.”

Sul costo eccessivo della roba BIO: “Costa un pò di più, è vero. Ma quanto costano le merendine? I biscotti? i cordon bleu? il salame? la carne? la nutella? Cambiare alimentazione non è costoso, si risparmia”.

Il Digiuno vi renderà liberi

Il Digiuno vi salverà.
Lo dicono tutte le più grandi religioni monoteiste, non possiamo non tenerne conto. Se non in termini di penitenza, sicuramente come metodica di purificazione di corpo e anima.
Ma cos’è in biologia la purificazione? Se non lo sapete, anche le nostre cellule peccano e poi si pentono, il processo si chiama “Autofagia”.
E’ un concetto bellissimo ed estremamente semplice, che regola la produzione di nutrienti attraverso la demolizione di componenti endocellulari, in mancanza di risorse esterne. Così come quando vogliamo fare spazio in casa, gettiamo via per prima cosa la roba vecchia, rotta o inutile, allo stesso modo le nostre cellule in mancanza di cibo, “gettano via” il mitocondrio consumato, le membrane rotte, i ribosomi a due teste e così via.
E le cose demolite, vengono sostituite. Nuove. Più belle. L’autofagia è la quintessenza della vita, se non della rinascita.

Questo bellissimo lavoro pubblicato dal Prof. Bergamini, gerontologo di fama mondiale, mostra come topi alimentati a piacere a quaranta mesi muoiono di cancro. TUTTI. I topini digiunanti invece sopravvivono quasi il doppio. Meraviglioso.

E sapete quale è la figata? che non servono quaranta giorni di digiuno nel deserto come Nostro Signore, ma basta saltare tre pasti la settimana. Tre.

Digiunate quindi, per vivere il doppio.
E magari che ne so, si va anche in paradiso.1398365_10152869913442812_6782237219802875166_o